Questi avevano in testata una piazzola con una serie di scalini per l’approdo dei gozzi, nella parte interna vi erano cinque anelli d’ormeggio, fissati a delle maschere di ferro alloggiate in una cornice di mattoni. Un mareometro graduato di marmo serviva per leggere i valori delle altezze delle maree, lì vicino un tunnel per la circolazione dell’acqua, che sfruttando la corrente spazza i residui galleggianti che si accumulano nello specchio d’acqua limitrofo.
Il comitato ha fatto ricostruire ex novo il marmo che misurava le maree e ricomposti parte dei suoi resti recuperati dal fondo, saranno consegnati al “Museo della marineria Toscana”, con questa specifica:
Questi sono i resti del mareometro murato sul “Moletto Sanità” in Darsena Toscana. Dal lontano 1873, indicava ai marinai il valori del lento e maestoso respiro del mare, con il flusso e riflusso delle maree generate dall’instancabile e perpetua attrazione della Luna e del Sole, nell’inesorabile trascorrere del tempo.
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