il mirto (pianta monumentale)

La piazza Manzoni era destinata alla fabbricazione delle vele; Francesco Bergamini ci racconta di questi annosi platani all’ombra dei quali, in particolare a quello che sta in mezzo alla piazza, detto appunto il Mirto, s’incontravano i marinai “a terra” oppure durante l’attesa dell’imbarco. Quante storie di mare avrà udito questa pianta? Racconti di naufragi, di latitudini, di lunghi viaggi nei mari del mondo. Vicino dove scorre l’acqua del fosso, esisteva sulla banchina un lavatoio pubblico, era chiamato di Zaneo le popolane vi si recavano a lavare i panni. Sempre il Berganini scrive: “Passando di lì è facile ascoltare stornelli, ballate e spiritosi motteggi, accompagnati dal ritmo dei panni battuti e dallo sciacquio del Fosso”.
Tante storie d’amore si sono tessute all’ombra del Mirto tra i marinai e le belle lavandaie, o con le giovani velaie che sedute a terra sugli “sferzi” di tela cucivano le vele. Mia nonna e mia madre erano velaie mio nonno e mio padre marinai. Dopo le nozze e la nascita di un figlio, sul tronco del gran platano mettevano un pezzo di stoffa a testimonianza del lieto evento, così come quando da fidanzati si lasciavano lì i loro pudichi messaggi.
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